Nowalk 2 cap 6 : uno due tre
La lavagna non era un supporto, era un confine violato.
I simboli matematici che avevo tracciato non erano cifre, ma il disperato tentativo di un cieco di disegnare la luce. Credevo di usare la logica come un argine, ma la logica è una preghiera muta davanti al mare rosso che sale.
Quei numeri… erano presagi. Ognuno di essi era un frammento di uno specchio rotto che già rifletteva l'eco del mostro, prima ancora che il mostro avesse un nome. Non si può razionalizzare l’orrore quando l'orrore è la sostanza stessa di cui è fatto il tuo respiro.
Ho cercato di contare i passi per non sentire il battito di un cuore che non è il mio. Ma la matematica è fallita. Perché in questo luogo, uno più uno non fa due. Fa ritorno. Fa colpa.
La polvere di gesso sulle mie dita non è altro che cenere di una verità che non volevo ricordare.
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Mi avvicino alla bambina … quasi automaticamente..
“ Piccola , stai tranquilla “
La ragazzina mi sorride …
Per un attimo sento un odore acido. Mi entra nel naso e resta lì. Come qualcosa che non dovrebbe essere respirato.
La vista mi si abbassa. .
Ho un mancamento . E in un attimo sono sdraiato a terra .
Sono vigile , è stato un attimo .
Qualcosa si spegne. Non tutto.
Solo la parte che mi tiene in piedi.
Apro gli occhi , la signorina , la prof su di me , non mi dispiaceva
Ma cos’ha in bocca… La sua bocca è aperta. Non parla. Qualcosa dentro si muove… ma non respira con lei.
Va per conto suo.
Mi drizzo… lei non c’è più.
♦♦
O forse non c’è mai stata.
L’aria è piena di polvere che non avevo visto prima.
La classe è vuota , i bambini spariti , ci vedo male , è come se portassi gli occhiali dalle lenti spesse e vecchie… sembra tutto sbiadito .
Sento a tratti , ho le orecchie tappate ,
… e a tratti … dei lamenti , Non sono urla. Sono pezzi di voce. Come se qualcuno stesse parlando… senza avere più una bocca.
Mi devo muovere ma mi sento pesante , come se per muovere un mignolo mi debba concentrare intensamente….
Mi giro a fatica , sto per aprire la porta … ma no … non c'è la più porta.
È la stessa stanza. Ma qualcosa è stato tolto. O aggiunto. Come se fosse stata usata per altro.
Restare fermo qui mi è difficile , quelle piccole grida mi si infilano dentro , le sento vibrare .
Faccio passi avanti , e tutto ovattato , ho una finestra a fianco , guardo fuori … c è qualcosa di distorto . Macabro.
È sera ! È notte…
I miei occhi iniziano a vibrare , in lontananza vedo una figura , è inquietante … sottile .. è cupa … riflette la luce , ma anche no .
Sono agitato , sembra distante ma , qui niente è normale . Il fiato mi esce da solo …
Non riesco a non credere che tutto sia reale … la testa mi dice qualcosa e i tremori un altra .
Mi sento bugiardo , come se le sensazioni mentissero .
Tendo ad abbassarmi ma vorrei uscire dalla finestra , ho paura ! i miei occhi non reggono la vista .
Mi muovo lento tra i banchi ma penso che questo è il modo solo per aspettare male la morte … dovrei alzarmi , e correre , ma stavolta la gamba sta peggio , se ipotizzo uno scatto mi vedo atterra , troppo peso , troppa fatica . Non posso mi ripeto .
Sento pizzicare il braccio , dove era infilata la flebo .
Il braccio pulsa.
Il sangue esce lento.
Fidarsi. Anche quello era fidarsi.
Lasciare entrare qualcosa… senza sapere cosa.
….
♦
Sento i rintocchi di una campana in testa , ma non è una campana , è quella cosa , si avvicina …. Lo sento dentro , come un secondo cuore .
Cerco di vedere tra l ombra …
Una botola ? Può essere ?
E poi
Nessuno sano di mente scenderebbe.
Ma io non ero più sano.
E soprattutto…
non mi fidavo.
Restare fermo è aspettare. Muovermi è scegliere come morire.
♦
Altro rintocco …
Che cazzo … apro la botola …
C'è una scala , odio le scale … odio l'altezza … La scala non porta giù. Porta dentro qualcosa.
Scendo.
Ogni gradino è più pesante del precedente.
Come se stessi accedendo in un luogo… che non mi vuole.
Lentamente scendo , è un buco senza fondo e senza luce …
Altro rintocco … vado giù , il corpo si muove prima di me .
Rumore di acqua … rumore ovattato … acqua sotterranea ?
L acqua ? … Penso … acqua o veleno …
Acqua …
Scendo più deciso
Tocco terra , anzi acqua , ho i piedi bagnati , non si vede quasi nulla , guardo in alto ma , non vedo nulla , porca puttana ….
Mi sembra di aver visto quella figura affacciarsi , ma è impossibile … Era lontana. Doveva esserlo. Ma il fiato… lo sento qui.
Mi segue , cazzo ?
Mi muovo , sento graffi ovunque , è una caverna , e una fonte si sente da qualche parte . … mi muovo veloce ma lento … sto avanzando a caso .
Graffi e colpi autoinflitti , mentre avanzo .. forse mi sono tagliato , ma non posso fermarmi . Vado a tentoni .
Sento un botto forte , temo che quel relitto oscuro sia atterrato qui …
Sto andando avanti… ma non so se c’è ancora terreno
Ahhhhhh cazzo , sono scivolato , ma vedo qualcosa , un uscita ?
…
♦
No , è silenzioso qui .. vedo blu, acqua … mi avvicino …
C è un ombra . C’è qualcosa. Non so cosa sto guardando… ma so che non dovrei.
Una signora con una bambina … la bambina è? Quella di prima ?
La signora sembra la madre … piange …
La ragazzina è corsa via !
È scomparsa .
La donna resta lì .
Un’altra figura. Non so chi è. Ma lei sì.
Non sembrano andare d'accordo ! Sembrano bisticciare …
Ehi ma che fa ?
L’uomo la prende al collo.
Lei non si difende subito.
Come se si aspettasse quella mano.
Come se fosse già successo.
E dovesse succedere ancora.
Devo intervenire ! Ma non riesco … sono pesante …
La sta uccidendo !
Ma non …
Non riesco …
—fernati !
Si volta ,
Scappa …e mi attraversa
— No!
—HEI , HEIII ragazzina !
Mi torna un eco strano .
Ma , nulla …
Mi volto …
—Miles .
Mi prende il collo con le sue mani ! Non respiro.
Le sento prima ancora che tocchino.
È un , è una … , con dei graffi o scritte addosso , e come qualcosa , È coperto. Cinghie . Come se qualcuno avesse provato a tenerlo insieme.
Non lo vedo. Ma so dove sono le dita.
Cerco la fuga con gli occhi , ma è tutto buio ,
vedo delle figure , morte…
—Miles fidati
Che cazzo dice ?
Sento il collo scricchiolare …
Non mi stava uccidendo.
Stava solo portando a termine qualcosa.
Miles.
Il nome mi colpisce più della presa al collo.
Perché una parte di me…
Sa…
Gli occhi si spengono .
Black out
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Non è cambiato il posto. Sono cambiato io
♦♦♦
Mi sveglio di botto
“ Svegliaaa” la classe grida , sono di nuovo a scuola ?
Mi guardo , illeso , ma leso .
Impossibile .
‘ si sente bene ???“ dice la prof
Mi guardo attorno .
Adesso sbotto e urlo la verità .
“ Stavi sognando , un incubo , oh povero … “ - dice la professoressa con aria preoccupata.
Se c'è una cosa che non mi fido sono le persone che si preoccupano …
—Sto bene signorina Santis
“ De Santis ‘ dice con aria scocciata …
Mmmm pare sia passata , era un incubo ?
“ Fa niente signor Gallagher “
Comunque ha calcato Gallagher bello deciso , come per dire , - vedi che mi ricordo e tu no - , vaccelo a spiegare che è un cognome di un calciatore irlandese .
Se ne va …
Non posso dire la verità…
No no , i bambini , non posso .
Guardo fuori dalle finestre , nuvole, e la luce che filtra .
Che cazzo era quel coso , per un attimo mi sono specchiato su di lui … ma ero diverso !
Il mio sguardo resta confuso , mentre osservo fuori .
Nel giardino …
Una figura in lontananza giacca nera ..
Rep ?
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Non era un sogno.
I sogni finiscono.
Questo no.
Questo resta addosso.
Come un odore che non se ne va.
Come qualcosa che hai respirato…
e che ora respira te.
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